venerdì 17 febbraio 2017

scienza delle comunicazioni

A- Sai Margniffo, ieri ho conosciuto due gemelle, eterozigoti ma una più bella dell'altra...
A- Quindi erano una più brutta dell'altra.
A- Bè, sì, ma non è questo che intendevo...
A- Però è questo che hai comunicato.
A- Senti, non puoi sempre farmi fare la figura del fesso coi tuoi amici.
A- Ma quali amici. E poi posso eccome, quello immaginario sei tu, Artvro.

martedì 7 febbraio 2017

Strano destino

Strano destino quello dell'uomo più vecchio del mondo. Muore di frequente, e il giorno dopo è ancora lì, con un altro nome ma le stesse rughe, a rispondere paziente alle solite domande sceme di chi lo intervista per chiedergli senza convinzione il segreto della sua longevità. L'uomo pvdm è un fossile ancor vivo per sbaglio, estremo superiore della gaussiana dei processi di decadimento fisiologico, monito per chiunque che l'impossibile non esiste, ma solo l'improbabile. Se non è malato, è comunque un sano terminale: sa che ogni suo giorno potrebbe essere l'ultimo, ma forse non ci pensa. Ricorda cose che nessun altro ricorda, ma per crudele contrappeso non capisce quasi nulla del mondo che lo circonda ora, non ha gli strumenti per capirlo. Se ha dei nipoti, parlano un'altra lingua, che in comune con la sua ha giusto le formule per chiedere come sta, se gli fa male lì, ha fame, ha sonno, pipì pupù, bella giornata oggi. Magari a lui piacerebbe parlare anche d'altro, ma [teorema] "L'uomo pvdm non incontrerà mai qualcuno di più anziano con cui confidarsi al riguardo". È solo: ultimo testimone del suo tempo, memoria storica del mondo e di sé stesso. È un superstite senza incidente, oppure l'incidente è il suo inescusabile eccesso di vita. L'uomo pvdm è sovente una donna.

domenica 5 febbraio 2017

Frivola riflessione sugli auguri in ritardo

Buon compleanno!
Auguroni di buon natale!
Buon san Valentino!

che cosa significano queste formule, a voler spignolare?
Mi auguro, ossia spero (pertanto ripongo una fiducia passiva, senza spingermi fino ad adoperarmi attivamente per: praticamente faccio il tifo) che tu passi una buona giornata nel giorno del compleanno/natale/onomastico.

Le speranze circa un evento si esprimono prima dell'evento, al massimo durante se esso non è istantaneo, certo non dopo (*).
Dopo che il milan ha vinto il derby, non faccio gli auguri per la partita a un interista, no?

Quindi pensateci, quando state per augurare a qualcuno buon compleanno il giorno dopo, o buon natale a Santo Stefano: fermatevi, quel che state per dire non ha senso: e mi auguro abbiate capito.

mercoledì 1 febbraio 2017

Date un bacio ai vostri bambini

Il prima è confuso in una nebbia, ora è la notte di Pasqua.
Mi vedo entrare in una chiesa gremita, sostare in una navata laterale. Tutti in piedi, il prete sta finendo la lettura del vangelo; poi introduce l'omelia, ma il tema evangelico è una falsa partenza; si asciuga il sudore, estrae dalla tonaca una maschera neutra, la indossa, poi enuncia senza nominarlo il teorema di Gödel, e si industria a darne a grandi linee la dimostrazione, scusandosi di non poter scendere nei dettagli essendo l'ambone ancora senza lavagna (l'abbiamo ordinata, dice).
Un fedele dà di gomito al vicino per bisbigliargli qualcosa sul possibile etimo di Gödel come derivante da God, il vicino non capisce ma il chierico, come in trance, a beneficio di tutta l'assemblea infila nella dimostrazione un inciso trasognato per dire che l'autore (sic) del teorema non era inglese ma austriaco e che per quanto "Gott" e "God" abbiano una comune derivazione dall'alto tedesco, l'ipotesi etimologica "god" (dio) se la gioca con "god" (buono). Il fedele annuisce, una mosca smette di volare, il rito irritualmente prosegue.
Ora la voce del prete mi suona familiare, ma non ricordo chi sia, o lo dimentico dopo averlo capito. Smanio per salutarlo, e finita la celebrazione lo avvicino. I nostri sguardi resistono a fatica dallo spezzarsi. Lui getta la maschera, che prende fuoco appena sfiora il suolo. Ci abbracciamo commossi dall'improvvisa agnizione, poi rompo io il silenzio, mentre un siamese gli salta in grembo:

- "Io" dico "dopo aver lasciato la Società sono tornato alla medicina. Ora sono specializzato in malattie rare ed obsolete, ho una moglie e due splendidi bambini... ma dimmi di te"

- "La Società mi lasciò prostrato oltre il concepibile: sono entrato in seminario per disperazione, ma ne sono uscito rinato, ora sono Pastore Diocesano della Catechesi Giovanile. Ho tutti i bambini che voglio..."

Il gatto canticchia i Sigur Rós.

- "Quanto ti deve costare, non volerne."

- "Tanto, fratello. Tanto."

Per i curiosi dei casi di costui

Non è mai stato all'ikea
Sa di aver troppi princìpi, pochi mezzi, e nessun fine. Ha sempre la risposta pronta (in una settimana, massimo dieci giorni). Non farebbe del male a una mosca, ma non le farebbe nemmeno del bene: è un convinto assertore dell'autosufficienza delle mosche. Ha un'ottima salute, ma non ne gode. In genere generoso, è ragionevole ma pure cagionevole: quando non è ammalato, è ammaliato. Da altri definito: insostenibile, pigerrimo, hopeless wannabe, pesante anche senz'adipe; ci tiene a far sapere che in realtà d'egli si può dir tutto, ma non che sia basso.