mercoledì 1 febbraio 2017

Date un bacio ai vostri bambini

Il prima è confuso in una nebbia, ora è la notte di Pasqua.
Mi vedo entrare in una chiesa gremita, sostare in una navata laterale. Tutti in piedi, il prete sta finendo la lettura del vangelo; poi introduce l'omelia, ma il tema evangelico è una falsa partenza; si asciuga il sudore, estrae dalla tonaca una maschera neutra, la indossa, poi enuncia senza nominarlo il teorema di Gödel, e si industria a darne a grandi linee la dimostrazione, scusandosi di non poter scendere nei dettagli essendo l'ambone ancora senza lavagna (l'abbiamo ordinata, dice).
Un fedele dà di gomito al vicino per bisbigliargli qualcosa sul possibile etimo di Gödel come derivante da God, il vicino non capisce ma il chierico, come in trance, a beneficio di tutta l'assemblea infila nella dimostrazione un inciso trasognato per dire che l'autore (sic) del teorema non era inglese ma austriaco e che per quanto "Gott" e "God" abbiano una comune derivazione dall'alto tedesco, l'ipotesi etimologica "god" (dio) se la gioca con "god" (buono). Il fedele annuisce, una mosca smette di volare, il rito irritualmente prosegue.
Ora la voce del prete mi suona familiare, ma non ricordo chi sia, o lo dimentico dopo averlo capito. Smanio per salutarlo, e finita la celebrazione lo avvicino. I nostri sguardi resistono a fatica dallo spezzarsi. Lui getta la maschera, che prende fuoco appena sfiora il suolo. Ci abbracciamo commossi dall'improvvisa agnizione, poi rompo io il silenzio, mentre un siamese gli salta in grembo:

- "Io" dico "dopo aver lasciato la Società sono tornato alla medicina. Ora sono specializzato in malattie rare ed obsolete, ho una moglie e due splendidi bambini... ma dimmi di te"

- "La Società mi lasciò prostrato oltre il concepibile: sono entrato in seminario per disperazione, ma ne sono uscito rinato, ora sono Pastore Diocesano della Catechesi Giovanile. Ho tutti i bambini che voglio..."

Il gatto canticchia i Sigur Rós.

- "Quanto ti deve costare, non volerne."

- "Tanto, fratello. Tanto."

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Per i curiosi dei casi di costui

Non è mai stato all'ikea
Sa di aver troppi princìpi, pochi mezzi, e nessun fine. Ha sempre la risposta pronta (in una settimana, massimo dieci giorni). Non farebbe del male a una mosca, ma non le farebbe nemmeno del bene: è un convinto assertore dell'autosufficienza delle mosche. Ha un'ottima salute, ma non ne gode. In genere generoso, è ragionevole ma pure cagionevole: quando non è ammalato, è ammaliato. Da altri definito: insostenibile, pigerrimo, hopeless wannabe, pesante anche senz'adipe; ci tiene a far sapere che in realtà d'egli si può dir tutto, ma non che sia basso.