mercoledì 4 ottobre 2017

carta : vinile = P.S. : fruscìo

Quando la carta non era ancora elettronica, le parole una volta scritte non si spostavano più. Se ti dimenticavi qualcosa, aggiungevi un post scriptum per l'impossibilità tecnica di andare a piazzarlo dove nel testo avrebbe dovuto stare. Oggi le parole si spostano in ogni direzione, le possibilità tecniche stanno ai massimi dei massimi, però i post scriptum, vezzoso cenno al disordine dei nostri processi mentali o semplice pigrizia digitale, ci tengono ancora la loro anacronistica compagnia.

lunedì 29 maggio 2017

Che cosa è successo?

Questo innocuo titolo contiene un errore. Novantanove accademici della Crusca si sono dimessi perché non l'hanno trovato; e tu, amico lettore ? Lo troverai ?

mercoledì 24 maggio 2017

Discorso del Dito e della Luna

Tornando a casa, troverete i bambini; fate un vaccino ai vostri bambini, e dite: "Questo è il vaccino del Papa". Troverete qualche lagrima da asciugare. Fate qualcosa, dite una parola buona, siamo tutti pecorelle che han bisogno dell'effetto gregge del Signore. Il Papa è con noi, in ispecie nelle ore dell'ignoranza e della malattia.

domenica 21 maggio 2017

Dianetics, Uqbar, Orbis Tertius

Ad ogni angolo di piazza natalizia, più ancora che negli altri periodi, un gazebo raccoglie firme per cause dalle più nobili alle più becere; e spesso i gazebi si pestano i piedini contendendosi gli scarsi metri quadri già messi alla prova da masse di persone (clienti) (numeri) interessati solo ai regali last minute o ai saldi, la causa nobile e quella becera accomunate dall'incapacità (data solo da banali ragioni statistiche) di superare la soglia dell'interesse nelle masse di viandanti (consumatori) (portafogli (evitare la tasca posteriore dei pantaloni è sempre un buon consiglio)) perdendosi nel rumore bianco dell'informazione che vanamente giunge ai sensi della ggente (la ggente). Anche sull'utilità delle firme effettivamente istigate vergate e vidimate si possono nutrire ragionevoli dubbi, dopo decenni di raccolte firme e firme raccolte il cui destino non è stato mai chiarito né forse nemmeno indagato da chi ne avrebbe avuto il diritto in quanto firmatario. Solo un buontempone potrebbe concepire una raccolta firme per abolire le raccolte firme, che mancherebbe degli estremi di serietà necessari a scalfire questa pur disdicevole tradizione autografatoria. La vera provocazione, sulla quale una commissione dell'università dell'Insubria sta effettuando ricerche, sarebbe un gazebo di *distribuzione* firme, dove i volontari ricevano in delegazione tutte le associazioni partiti moVimenti e circoli con le sfere delle penne ben oliate pronti a firmare qualsiasi petizione queste stiano petendo, con conseguenze benefiche sul numero di gazebi e sul loro posizionamento che finalmente non deve più essere in vista (potrebbero anche nascondersi, tanto sarebbero i raccoglitori di firme a mettersi sulle loro tracce).

sabato 4 marzo 2017

droni in casa nostra

Di questi tempi non c'è più da star tranquilli signora, e io ho ben preso le mie precauzioni. Nel senso che grazie all'eccellenza Italiana di cui andar orgogliosi del progetto tutto Italiano Arduino e ad alcuni semplici tutorials su youtube ho istallato in casa un sensore di presenza collegato a dei attuatori elettro-meccanici.
Davanti a ogni finestra e alla porta ho piazzato delle pistole ad aria compressa, nel senso se qualcuno mi penetra senza aver inserito il codice sull'apposita pulsantiera nascosta vicino al campanello, gli attuatori accendono il meccanismo di sparo. Tutto molto semplice. Ho montato il modello più aggressivo che ho trovato che però non richiedeva il porto d'armi (per fortuna che c'e la moda del Softair). Dal metro scarso che sparano sono mortali solo nel 40% dei casi (dipende anche dall'altezza del ladro) ma ho letto su ìnterne che lavorando sulla camera di compressione e modificando i proiettili posso arrivare a un 75%, comunque con danni certi all'apparato muscolare per impedire fughe al ladro.
Da quando ho messo su il sistema vivo meglio, dormo più tranquillo e anche la mia pelle ha ritrovato una lucentezza che non ricordavo; certo devo star atento a ricordarmi il codice ogni volta che entro in casa mia, nel senso, ma è nulla a confronto del senso di sicurezza da bei vecchi tempi che mi ciàpa ogni notte che spengo la luce del comodino, in questa bella città sempre più in mano a questa feccia straniera di sbandati finti profughi veri criminali.
Nel senso, uno di meno se mi sveglia uno sparo, che non ce laveva mica ordinato il dottore di venire a mettere il naso in casa mia, nel senso. Quasi, mi dispiace solo che non sono stato io a premerlo, il grilletto.

mercoledì 1 marzo 2017

sonno chimico

Sto lavorando e casco dal sonno. Che faccio? Dormo, oppure prendo un caffè doppio?
Tralasciando che dormire in ufficio fuori dal Giappone è ancora mal visto e che a me il caffè non piace, questa situazione è esemplare di ogni situazione di desiderio, o di bisogno: soddisfacimento del d.(b.) oppure disinnesco. Dovremmo tenerne conto ogni volta che una simile situazione ci si para innanzi, ma non è sempre così. Al contrario, uno dei cardini della civiltà occidentale è proprio il mito dell' "uomo capace di soddisfare i suoi d.", il vincente che ottiene quel che vuole, colui che può e, potendo, fa.
Appena prima di cedere al sonno, mi chiedo: siccome non tutti i d. sono innocui quanto una bella pennica, quanto danno ha provocato alla società questa distorsione nella valutazione delle opzioni, questo automatismo del pensiero che porta a considerare un fallito chi, invece di adeguarsi all'imperativo dell'achievement come unico obiettivo da perseguire ad ogni costo, prova semplicemente a sedare il suo d., per via chimica o psicologica o altro?
Non far l'errore di credere che chi lavora per annullare un suo d. stia peggio, o lettore: se così fosse, semplicemente non l'avrebbe annullato del tutto, e sarebbe facile preda di grande frustrazione. Chi davvero non desidera qualcosa, per quella cosa non si strugge e non soffre. Vive sereno, e il mondo ha ben più bisogno di serenità che di competizione.

venerdì 17 febbraio 2017

scienza delle comunicazioni

A- Sai Margniffo, ieri ho conosciuto due gemelle, eterozigoti ma una più bella dell'altra...
A- Quindi erano una più brutta dell'altra.
A- Bè, sì, ma non è questo che intendevo...
A- Però è questo che hai comunicato.
A- Senti, non puoi sempre farmi fare la figura del fesso coi tuoi amici.
A- Ma quali amici. E poi posso eccome, quello immaginario sei tu, Artvro.

martedì 7 febbraio 2017

Strano destino

Strano destino quello dell'uomo più vecchio del mondo. Muore di frequente, e il giorno dopo è ancora lì, con un altro nome ma le stesse rughe, a rispondere paziente alle solite domande sceme di chi lo intervista per chiedergli senza convinzione il segreto della sua longevità. L'uomo pvdm è un fossile ancor vivo per sbaglio, estremo superiore della gaussiana dei processi di decadimento fisiologico, monito per chiunque che l'impossibile non esiste, ma solo l'improbabile. Se non è malato, è comunque un sano terminale: sa che ogni suo giorno potrebbe essere l'ultimo, ma forse non ci pensa. Ricorda cose che nessun altro ricorda, ma per crudele contrappeso non capisce quasi nulla del mondo che lo circonda ora, non ha gli strumenti per capirlo. Se ha dei nipoti, parlano un'altra lingua, che in comune con la sua ha giusto le formule per chiedere come sta, se gli fa male lì, ha fame, ha sonno, pipì pupù, bella giornata oggi. Magari a lui piacerebbe parlare anche d'altro, ma [teorema] "L'uomo pvdm non incontrerà mai qualcuno di più anziano con cui confidarsi al riguardo". È solo: ultimo testimone del suo tempo, memoria storica del mondo e di sé stesso. È un superstite senza incidente, oppure l'incidente è il suo inescusabile eccesso di vita. L'uomo pvdm è sovente una donna.

domenica 5 febbraio 2017

Frivola riflessione sugli auguri in ritardo

Buon compleanno!
Auguroni di buon natale!
Buon san Valentino!

che cosa significano queste formule, a voler spignolare?
Mi auguro, ossia spero (pertanto ripongo una fiducia passiva, senza spingermi fino ad adoperarmi attivamente per: praticamente faccio il tifo) che tu passi una buona giornata nel giorno del compleanno/natale/onomastico.

Le speranze circa un evento si esprimono prima dell'evento, al massimo durante se esso non è istantaneo, certo non dopo (*).
Dopo che il milan ha vinto il derby, non faccio gli auguri per la partita a un interista, no?

Quindi pensateci, quando state per augurare a qualcuno buon compleanno il giorno dopo, o buon natale a Santo Stefano: fermatevi, quel che state per dire non ha senso: e mi auguro abbiate capito.

mercoledì 1 febbraio 2017

Date un bacio ai vostri bambini

Il prima è confuso in una nebbia, ora è la notte di Pasqua.
Mi vedo entrare in una chiesa gremita, sostare in una navata laterale. Tutti in piedi, il prete sta finendo la lettura del vangelo; poi introduce l'omelia, ma il tema evangelico è una falsa partenza; si asciuga il sudore, estrae dalla tonaca una maschera neutra, la indossa, poi enuncia senza nominarlo il teorema di Gödel, e si industria a darne a grandi linee la dimostrazione, scusandosi di non poter scendere nei dettagli essendo l'ambone ancora senza lavagna (l'abbiamo ordinata, dice).
Un fedele dà di gomito al vicino per bisbigliargli qualcosa sul possibile etimo di Gödel come derivante da God, il vicino non capisce ma il chierico, come in trance, a beneficio di tutta l'assemblea infila nella dimostrazione un inciso trasognato per dire che l'autore (sic) del teorema non era inglese ma austriaco e che per quanto "Gott" e "God" abbiano una comune derivazione dall'alto tedesco, l'ipotesi etimologica "god" (dio) se la gioca con "god" (buono). Il fedele annuisce, una mosca smette di volare, il rito irritualmente prosegue.
Ora la voce del prete mi suona familiare, ma non ricordo chi sia, o lo dimentico dopo averlo capito. Smanio per salutarlo, e finita la celebrazione lo avvicino. I nostri sguardi resistono a fatica dallo spezzarsi. Lui getta la maschera, che prende fuoco appena sfiora il suolo. Ci abbracciamo commossi dall'improvvisa agnizione, poi rompo io il silenzio, mentre un siamese gli salta in grembo:

- "Io" dico "dopo aver lasciato la Società sono tornato alla medicina. Ora sono specializzato in malattie rare ed obsolete, ho una moglie e due splendidi bambini... ma dimmi di te"

- "La Società mi lasciò prostrato oltre il concepibile: sono entrato in seminario per disperazione, ma ne sono uscito rinato, ora sono Pastore Diocesano della Catechesi Giovanile. Ho tutti i bambini che voglio..."

Il gatto canticchia i Sigur Rós.

- "Quanto ti deve costare, non volerne."

- "Tanto, fratello. Tanto."

Per i curiosi dei casi di costui

Non è mai stato all'ikea
Sa di aver troppi princìpi, pochi mezzi, e nessun fine. Ha sempre la risposta pronta (in una settimana, massimo dieci giorni). Non farebbe del male a una mosca, ma non le farebbe nemmeno del bene: è un convinto assertore dell'autosufficienza delle mosche. Ha un'ottima salute, ma non ne gode. In genere generoso, è ragionevole ma pure cagionevole: quando non è ammalato, è ammaliato. Da altri definito: insostenibile, pigerrimo, hopeless wannabe, pesante anche senz'adipe; ci tiene a far sapere che in realtà d'egli si può dir tutto, ma non che sia basso.