domenica 21 maggio 2017

Dianetics, Uqbar, Orbis Tertius

Ad ogni angolo di piazza natalizia, più ancora che negli altri periodi, un gazebo raccoglie firme per cause dalle più nobili alle più becere; e spesso i gazebi si pestano i piedini contendendosi gli scarsi metri quadri già messi alla prova da masse di persone (clienti) (numeri) interessati solo ai regali last minute o ai saldi, la causa nobile e quella becera accomunate dall'incapacità (data solo da banali ragioni statistiche) di superare la soglia dell'interesse nelle masse di viandanti (consumatori) (portafogli (evitare la tasca posteriore dei pantaloni è sempre un buon consiglio)) perdendosi nel rumore bianco dell'informazione che vanamente giunge ai sensi della ggente (la ggente). Anche sull'utilità delle firme effettivamente istigate vergate e vidimate si possono nutrire ragionevoli dubbi, dopo decenni di raccolte firme e firme raccolte il cui destino non è stato mai chiarito né forse nemmeno indagato da chi ne avrebbe avuto il diritto in quanto firmatario. Solo un buontempone potrebbe concepire una raccolta firme per abolire le raccolte firme, che mancherebbe degli estremi di serietà necessari a scalfire questa pur disdicevole tradizione autografatoria. La vera provocazione, sulla quale una commissione dell'università dell'Insubria sta effettuando ricerche, sarebbe un gazebo di *distribuzione* firme, dove i volontari ricevano in delegazione tutte le associazioni partiti moVimenti e circoli con le sfere delle penne ben oliate pronti a firmare qualsiasi petizione queste stiano petendo, con conseguenze benefiche sul numero di gazebi e sul loro posizionamento che finalmente non deve più essere in vista (potrebbero anche nascondersi, tanto sarebbero i raccoglitori di firme a mettersi sulle loro tracce).

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Per i curiosi dei casi di costui

Non è mai stato all'ikea
Sa di aver troppi princìpi, pochi mezzi, e nessun fine. Ha sempre la risposta pronta (in una settimana, massimo dieci giorni). Non farebbe del male a una mosca, ma non le farebbe nemmeno del bene: è un convinto assertore dell'autosufficienza delle mosche. Ha un'ottima salute, ma non ne gode. In genere generoso, è ragionevole ma pure cagionevole: quando non è ammalato, è ammaliato. Da altri definito: insostenibile, pigerrimo, hopeless wannabe, pesante anche senz'adipe; ci tiene a far sapere che in realtà d'egli si può dir tutto, ma non che sia basso.